Oratorio
di S. Cecilia.
Sito a ridosso della Chiesa di S. Giacomo,
l’Oratorio di S. Cecilia era sede parrocchiale
nell’anno 1323; al suo interno è visibile
un meraviglioso ciclo di affreschi sulla
vita della Santa e di S. Valeriano, realizzato
da Lorenzo Costa, Francesco Francia e dai
loro allievi (risalente al primo decennio
del Cinquecento).
Chiesa di S. Bartolomeo.
Contraddistinta da origini remote, risalenti
al V secolo, la Chiesa di S. Bartolomeo fu
ricostruita dai padri Teatini intorno alla
metà del Seicento; il suo interno,
a tre navate, è una vera galleria
di opere d’arte, ove risalta la dolcissima “Madonna
col Bambino” eseguita su tela ovale
da Guido Reni.
Chiesa di S. Clemente.
Caratterizzata dallo stile gotico, la Chiesa
di S. Clemente -a una navata- conserva ricche
decorazioni pittoriche assieme a ritratti
di scolari e protettori.
Chiesa di S. Cristina.
La Chiesa di S. Cristina è contraddistinta
da un ampio portico e da uno straordinario
campanile, la cui elegante guglia fu realizzata
nell’anno 1692 dal Bibiena.
Basilica di S. Domenico.
Le origini della storia della Basilica
risalgono all’anno 1218, quando Domenico Guzmàn
(1170-1221) -proveniente da Calaruega di
Pastiglia- decise di far sorgere ivi il suo
ordine (il più severo contro ogni
deviazionismo eretico). La realizzazione
della Basilica, tuttavia, fu avviata nell’anno
della morte del Santo e fu ultimata intorno
all’anno 1233; tra il 1728 ed il 1732,
poi, Carlo Francesco Dotti (architetto del
Santuario della Madonna di S. Luca) conferì al
Tempio le attuali forme. All’interno
della Basilica di S. Domenico sono custodite
le reliquie del Santo, nella tomba nota come
Arca di S. Domenico, la cui parte superiore
fu eseguita da Nicolò di Puglia -pur
se due delle statue in alto e l’angelo
sottostante furono opera di Michelangelo-
mentre la parte sottostante fu realizzata
da Nicola Pisano e dai suoi allievi. A ridosso
dell’Altare Maggiore, vi è il
monumentale coro: un capolavoro assoluto
per la finezza dell’intarsio ligneo
e per le scene bibliche rappresentate, eseguito
da Fra Damiano da Bergamo tra il 1530 ed
il 1549.
Chiesa di S. Francesco.
La Chiesa di S. Francesco è designata
tra i monumentali luoghi di culto della città;
caratterizzata dall’interno a tre navate,
con archi ogivali e volte a vela, lungo il
fianco meridionale della Chiesa si snoda
il Chiostro dei Morti -risalente alla fine
del Trecento- che custodisce le reliquie
di innumerevoli Rettori; all’esterno,
invece, dietro l’abside sono conservate
le tombe dei glossatori.
Chiesa di S. Giacomo Maggiore.
Designata quale insigne Chiesa della città,
la Chiesa di S. Giacomo Maggiore conserva
al suo interno degli straordinari tesori
artistici. Sorta in forme romaniche, ad opera
dei frati Agostiniani, la Chiesa ha subito
numerose modifiche; l’interno, difatti,
fu ricostruito in età bentivogliesca
(alla fine del XV secolo) e riadattato nel
secolo XVIII. La sontuosa sagrestia è sormontata
da volte gotiche dell’anno 1409; all’interno
di una delle nicchie poste sulla facciata è visibile
un meraviglioso affresco trecentesco e nell’abside
c’è la quattrocentesca Cappella
dei Bentivoglio (realizzata da Annibale Bentivoglio)
caratterizzata da pianta quadrata e da un’elegante
cupola, adornata da affreschi di Lorenzo
Costa.
Chiesa di S. Giovanni Battista dei Celestini.
Traboccante di opere d’arte, la Chiesa
di S. Giovanni Battista dei Celestini è caratterizzata
nel suo interno dalla presenza di nove altari
e dispone di un meraviglioso Chiostro (opera
del Dotti) che, nel XIX secolo, fu sopraelevato.
Attualmente la Chiesa è sede dell’Archivio
di Stato.
Basilica di S. Luca.
Considerata uno dei simboli della città,
la Basilica di S. Luca fu realizzata durante
il XII secolo sul Colle (o Monte) della Guardia.
Celebre è il suo portico, lungo più di
tre chilometri e mezzo, composto da 666 arcate
conducenti all’edificio sacro che fu
ampliato, secondo il progetto del Dotti,
assumendo l’attuale conformazione ellittica,
slanciata ed elegante.
Basilica di S. Maria dei Servi.
Cinta da un quadriportico di straordinaria
leggerezza, la Basilica di S. Maria dei Servi è caratterizzata
dalle forme gotiche; la sua realizzazione
fu avviata nell’anno 1346 e fu pienamente
completata agli inizi del Cinquecento. L’interno
presenta ampie navate e numerosi altari votivi;
in una cappella dell’abside, protetto
da una robusta grata, è visibile uno
straordinario capolavoro: la “Madonna
col Bambino in maestà”, dipinta
da Cimabue. Nella grande edicola in terracotta,
inoltre, vi è la straordinaria opera
di Vincenzo Onofri: la “Madonna con
il figlio fra i santi Lorenzo ed Eustachio” sovrastato
dalla raffigurazione della Passione.
Chiesa di S. Maria del Baraccano.
Popolarmente nota come “la Chiesa della
pace”, per l’antica usanza conducente
i novelli sposi a chiedervi il dono della
pace coniugale, la Chiesa di S. Maria del
Baraccano venne eretta durante i primi anni
del Cinquecento intorno ad una preesistente
Cappella del Quattrocento.
Chiesa di S. Michele in Bosco.
Sorta sul colle, in posizione strategica
sovrastante la città, la Chiesa di
S. Michele in Bosco ha subito nei secoli
notevoli vicissitudini, quali: invasioni,
incendi e distruzioni. Completamente ricostruita
nell’anno 1454 -per volontà del
Senato-, la Chiesa presenta al suo interno
-ad una sola navata- quattro cappelle ed
un vasto presbiterio -chiuso da due transenne-;
sulla parte destra del presbiterio sono situate
due porte: la prima consente l’accesso
al lunghissimo corridoio dell’antico
convento, noto come “il Cannocchiale” poiché (mediante
uno straordinario effetto ottico) sembra
poter toccare la Torre Asinelli; la seconda,
invece, permette l’accesso al pregevole
Chiostro (detto dei Carracci) le cui pareti
sono adornate dai famosissimi affreschi di
Ludovico Carracci e di altri esimi pittori
bolognesi.
Chiesa di S. Petronio.
Dedicata al Vescovo Petronio, Santo Patrono
della città, l’omonima Chiesa è una
dei più grandi edifici del mondo cattolico.
Progettata da Antonio di Vincenzo, su incarico
del Consiglio dei Seicento, la realizzazione
della Chiesa fu avviata nell’anno 1390;
la struttura, tuttavia, non fu ultimata sicchè rimasero
incompiuti il lato orientale esterno e la
parte alta della facciata. L’interno,
d’impianto gotico, presenta tre navate,
divise da dieci piloni in cotto reggenti
slanciati archi ogivali. Contraddistinta
da 132 metri di lunghezza, oltre 57 metri
di larghezza e dalla navata mediana alta
più di 44 metri, la Chiesa di S. Petronio è indiscutibilmente
maestosa. Sull’Altare Maggiore si leva
la grandiosa tribuna, progetta dal Vignola,
con cupola realizzata da Francesco Martini;
celebre, inoltre è la meridiana: una
lunga striscia marmorea con una linea metallica
al centro (opera dell’illustre astronomo
Gian Domenico Cassini) sulla quale appare
la proiezione solare, penetrante da un foro
nel soffitto.
Cattedrale di S. Pietro.
Eretta probabilmente nell’anno 910,
la Cattedrale di S. Pietro fu distrutta da
un incendio nell’anno 1141, totalmente
ricostruita nel 1165, demolita nel 1600 e
riedificata nell’attuale forma nell’anno
1605. La maestosa ed altissima facciata,
di nudi mattoni con decorazioni di marmo
e timpano triangolare, fu opera di Alfonso
Torreggiani; i leoni -che originariamente
decoravano la Porta dei Leoni- sorreggono
le acquasantiere; nell’anno 1426 il
campanile romanico fu completato con la cupola
e, nell’anno 1575, Domenico Tibaldi
eresse la Cappella maggiore e riformò la
cripta sottostante (ove sono conservate alcune
reliquie dei Santi Vitale e Agricola).
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