La
città di Bologna serba i segni delle antiche
civiltà e l'impronta dello splendore medioevale;
città etrusca della Padania (nel VI secolo
a.C.), occupata dai galli Boi (nel IV secolo
a.C.) e colonia e municipio romano (nel
II secolo a.C.), la città usufruì dei favorevoli
impulsi dei romani che le conferirono l’appellativo
Bononia.
Durante il periodo dell’occupazione
romana, Bologna fu una città fiorente, caratterizzata
da ventimila abitanti, imponenti costruzioni ed un vasto teatro; tale prestigio
perdurò anche nei secoli imperiali e diminuì drasticamente col declino dell’impero.
Nel V secolo, al tempo di San Petronio vescovo, la città avviò la sua rinascita
sicchè, nell'XI secolo, visse una nuova fase di prosperità.
Durante il XIII
secolo, Bologna raggiunse il suo massimo
splendore; nell’anno 1256, difatti, fu
la prima città europea ad abolire la servitù della gleba, furono ricostruite le cerchia
murarie e, soprattutto, fu caratterizzata Bologna da un immane sviluppo urbano.
Dal XIV secolo, tuttavia,
Bologna fu progressivamente assoggettata
al potere temporale dei papi sì da perdere la sua piena sovranità; durante più di due secoli,
infatti, essa fu sottoposta al dominio dei Visconti, al governo della Chiesa
Romana, ebbe governi repubblicani e fu governata dalle più importanti famiglie
cittadine, costantemente in lotta per ottenere la piena supremazia; queste lotte
familiari, pertanto, produssero un florido sviluppo dell'architettura, della
struttura urbanistica e della vita culturale.
Con l'arrivo di Napoleone,
Bologna divenne la prima capitale della
Repubblica Cispadana ed il secondo centro,
dopo
Milano, della Repubblica Cisalpina; la città partecipò attivamente alle lotte
del Risorgimento e nel 1859, con l'annessione al Regno del Piemonte, fu annessa
al nuovo Stato Italiano.
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Basilica
di San Francesco
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Veduta
del Palazzo Poggi
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La
Chiesa di San Vittore
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